L’amaretto santacrocese

amaretto-santacroceseL’evento

L’8 di dicembre di ogni anno si festeggia la Sagra dell’amaretto santacrocese. La data è stata prescelta perché l’8 di dicembre, Festa dell’Immacolata Concezione, è una data storica all’interno del Monastero di Santa Cristiana, infatti in quel giorno durante un pellegrinaggio ad Assisi, sette secoli prima di Lourdes e di Fatima, Santa Cristiana ebbe in visione la Vergine Maria e da allora quel giorno è sempre stato festeggiato nel nostro Monastero. Nel centro storico della città vengono allestite bancarelle di artigiani produttori dell’Amaretto Santacrocese, che gestiscono la degustazione e la vendita del loro prodotto. Altri eventi di tipo commerciale e culturale arricchiscono la festa e favoriscono la partecipazione della gente.

La storia

Questo piccolo dolce dalla forma tipica di montagna è nato nel Monastero Agostiniano di Santa Cristiana alla fine dell’800 ed ha avuto forte impulso negli anni delle due Guerre Mondiali. Si pensa, così come è descritto in altre storie, che la nascita di questo dolce sia legata alla dote che le novizie portavano con se al momento dell’entrata in clausura, ovvero le mandorle, che venivano anche donate loro perché non soggette a un mercato di vendita locale da alcune importanti fattorie del luogo, che al contrario commercializzavano solo i pinoli. Non abbiamo riscontri storici dagli archivi del Monastero, sembra però che una qualche influenza nella creazione di questo pasticcino l’abbia avuta la casa madre delle monache che si trova a Piacenza e quindi nel Ducato di Parma, dove Maria Luigia aveva dato forte impulso a queste lavorazioni artigianali di dolci. La ricetta dell’Amaretto, nato per richiedere donazioni e limosine per il Monastero, con il diminuire delle suore, negli anni ’50 venne insegnata, come ringraziamento, alle proprietarie di un piccolo bar che aveva la sua sede proprio davanti al Convento. Le proprietarie di questo bar, ferventi religiose, eseguivano tutta una serie di servizi gratuiti per la comunità ecclesiastica del Monastero e ne erano il punto di raccolta delle offerte materiali. In breve tempo l’Amaretto divenne un simbolo “elittario” di regalo di dolce tipico locale nelle occasioni di importanti festività religiose. Da questo primo luogo di produzione fuori dal Monastero ne sono nati nel tempo pochi altri, che hanno continuato la produzione dell’Amaretto rispettandone la ricetta tradizionale, la stessa tecnica di preparazione e gli stessi momenti temporali di creazione. Ancora oggi le quantità degli ingredienti sono tenuti segreti dai produttori.

Gli ingredienti

Mandorle dolci pelate e non, zucchero, albume di uovo, qualche armellina amara (il seme all’interno del nocciolo dell’albicocca).

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